Nella
crusca delle ore vuote,
negli induriti belletti di gesso
scrivo la terza quaresima
con l'ansietà del pasto frugale:
ad maiorem dei gloriam
Nel
vivere sugli orli ancora
m'annego ai giochi d'acqua
in gaio frufru d'amore,
fra un agitarsi di formiche
e il fremito d'un crescere d'erba
che rompe l'aria a ponente.